Attualmente in commercio esistono diversi modelli di compostiere, di dimensioni e materiali diversi che si possono adattare ad ogni tipo di soluzione. E sono anche facili da montare perché bastano venti minuti, una mezz’ora per completare il lavoro.

La compostiera più classica è quella in plastica dura, con apertura sul fondo, ma esistono anche compostiere da utilizzare con speciali attivatori della decomposizione. E se siete pratici di bricolage, si possono anche costruire con i classici bancali in legno, adattabili alle dimensioni dell’area in cui verranno collocate. L’alternativa, soprattutto per strutture importanti come alberghi, ristoranti, mense, è quella di compostiere più grandi fornite anche di trituratore che velocizza il processo di compostaggio. Lo stesso discorso può adattarsi a rifugi alpini ma anche a condomini di piccole e medie dimensioni.

Ma quali sono le forme di compostaggio più utili? La più comune è il cumulo che deve essere collocato in un posto che sia sempre raggiungibile tutto l’anno, che si possa bagnare e coperto da una pianta per non essere troppo assolato d’estate. Il consiglio è quello di avere un’altezza minima di almeno 50/60 centimetri (e massimo 120/130 centimetri) mettendo alla base per almeno 10 centimetri del legno sminuzzato in modo che d’inverno o comunque nei mesi piovosi si accumuli fango. Per farlo funzionare bene il segreto è quello di mescolare bene gli scarti, alternando quelli più umidi e ricchi di azoto come l’erba tagliata e i residui di cucina con quelli più asciutti e ricchi di carbonio ( foglie secche, pagliara, cartone spezzato, trucioli di legno e altro), che garantiscono una buona porosità e il corretto apporto di ossigeno al cumulo.