sanità digitale

Profilare la Sanità digitale sui bisogni clinici e assistenziali

E’ questo uno degli obiettivi principali di AiSDeT (Associazione Italiana di Sanità digitale e Telemedicina) www.aisdet.it, neonata associazione di esperti, presentata, ieri, a Roma, presso Federsanità.

AiSDeT riunisce un network composito di rappresentanti della P.A. (IT Manager, Direttori generali, sanitari e amministrativi, clinici, rappresentanti delle istituzioni) e dell’industria con l’obiettivo di essere, proprio per questo suo carattere trasversale, l’associazione di riferimento del mondo sanitario per quanto concerne la progettazione e la messa in campo di ecosistemi digitali per il governo e la sostenibilità della Sanità.

Molteplici le linee di attività che l’Associazione metterà in campo nei prossimi mesi, dalle indagini territoriali in collaborazione con enti di ricerca e universitari sullo stato di digitalizzazione delle aziende sanitarie e sui contestuali scenari di bisogno assistenziale e di governo, anche attraverso la creazione di un Osservatorio ICT Sud, in collaborazione con il CEFPAS Regione Sicilia e il Dipartimento di Ingegneria gestionale del Politecnico di Milano, fino alla formazione con l’edizione del Master executive per il Digital Innovation Manager (Novembre 2017).

“Ma la linea di attività più significativa – ha dichiarato Ottavio Di Cillo, Presidente AiSDeT – è la collaborazione con EHTEL (European Health Telematics Association) per avviare, attraverso l’utilizzo della metodologia multidisciplinare M.A.S.T. (Model for Assessment of Telemedicine), studi sulla efficacia clinica dei servizi di telemonitoraggio. Azione che intendiamo svolgere soprattutto in collaborazione con le Società medico-scientifiche.

Inoltre – ha proseguito Di Cillo – riteniamo che sia ormai maturo il contesto culturale e organizzativo, per mettere a sistema la Sanità digitale e fare uscire la Telemedicina dal limbo della sperimentazione prolungata, avviando questo processo secondo logiche di tipo collaborativo e di co-progettazione, anche con gli stakeholder dell’industria.

Lo scopo è quello di dare vita a modelli concreti, profilati sui bisogni clinici e assistenziali, appropriati ai processi di cura e di curarne la “messa a terra”, secondo i modelli di sviluppo e di realizzazione indicati dalla metodologia proposta nella progettualità H2020.

AiSDeT nasce – ha continuato Di Cillo – sotto il segno del trasferimento delle informazioni e della conoscenza. Per questo intendiamo collegarci anche ad esperienze internazionali, quali quelle rappresentate da ISFTEH (International Society for Telemedicine and eHealth) e IFHIMA (International Federation of Health Information Management Associattions).

Tra le collaborazioni di sistema è per noi di assoluto valore – ha sottolineato Di Cillo – quella con Federsanità, volta a migliorare la sensibilità per gli ecosistemi digitali del management sanitario e ad accrescere la domanda di qualità da parte della P.A. per un governo concreto delle tecnologie e delle soluzioni di Sanità digitale e Telemedicina, stimolando la capacità progettuale delle Aziende sanitarie nel medio e lungo periodo, per mettere a sistema la reingegnerizzazione delle architetture ICT e garantire così al cittadino integrazione e interoperabilità dei processi assistenziali e di cura”.

“Ripensare in digitale il sistema socio-sanitario – ha cocnluso Angelo Lino Del Favero Presidente di Federsanità/ANCI – significa scommettere su servizi più efficienti e trasparenti, su nuovi modelli di cura a misura di paziente, su risparmi di lungo periodo per il sistema sanitario. Allo stesso tempo, significa investire in un mercato che può fare da volano allo sviluppo economico del Paese”.

L’azione di programmazione, delineata ieri a Roma, approderà al I Congresso nazionale AiSDeT, Napoli (1 e 2 marzo 2018), dove saranno resi pubblici i risultati di ricerca e lo stato delle azioni progettuali.

Ufficio stampa e comunicazione AiSDeT

info@aisdet.it

www.aisdet.it

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