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MACT, app per l’aderenza al piano terapeutico

Si chiama MACT – Monitoraggio Aderenza Compliance Terapeutica – l’ultima app per il cellulare pensata per favorire l’empowerment del paziente e tutelarne il percorso di assistenza. MACT nasce dalla collaborazione progettuale tra Exprivia e l’IT manager dell’Asl BAT, Vito Angiulli, che hanno coinvolto, per la fase di sperimentazione, un gruppo eterogeneo di specialisti clinici, in particolare cardiologi, pneumologi, oltre ai medici di medicina generale, per valutare l’efficacia e la coerenza della soluzione app con i bisogni clinici e di cura. Il progetto vede anche la partecipazione dell’Università di Foggia, Dipartimento di Statistica, guidato dal professore Corrado Crocetta, cui spetta il compito di raccogliere e analizzare le richieste mediche sulla funzionalità della app, e della Rete di Sanità digitale eSanit@ per la diffusione dei risultati dell’indagine all’interno degli aderenti al network nazionale di Sanità digitale.

MACT nasce, in prima battuta, per far fronte al problema dell’aderenza. Dati Osmed, confortati da Aifa e da indagini condotte dalla medicina generale, denunciano la scarsa aderenza dei pazienti al piano di cura assegnato. Ad esempio, nel caso del trattamento con farmaci diabetici si parla di una mancanza di aderenza dei pazienti al trattamento pari al 40%, con valori superiori nel sud Italia e nei pazienti di sesso maschile. La mancata aderenza porta con sé l’aumento dei ricoveri e una crescita dei costi assistenziali, che ad esempio negli USA sono stati valutati in 100 miliardi di dollari anno. MACT vuole, sulla base di queste risultanze, offrire un sostegno al miglioramento del problema, perché possiede un sistema di alert e un diario, che permettono al paziente di ricordargli sia l’assunzione del farmaco che il suo corretto utilizzo.

L’app è stata, però, anche pensata per essere integrata con l’ecosistema digitale di assistenza sanitaria per consentire al paziente di svolgere, attraverso la sua piattaforma, sia operazioni di integrazione con il servizio sanitario – ad esempio, la possibilità di accedere al CUP o alla richiesta di assistenza – che di tenere sotto controllo i propri parametri vitali, favorendo il proprio empowerment, fornendo così al medico di riferimento dati utili per monitorare lo stato di salute e di avanzamento della cura.

«Per ottimizzare la performance dell’applicazione e renderla più appropriata e coerente con i bisogni clinici – dice Vito Angiulli – è stato, inoltre, avviato un momento di confronto con un gruppo scelto e ristretto di medici specialisti, non solo per ottenere indicazioni su una maggiore performance della app, ma anche per migliorarne l’interfaccia in modo da rendere MACT sicuramente più duttile e friendly nella sua navigazione. Il secondo passo – prosegue Angiulli – è quello di testarne l’efficacia con i pazienti che sono, di fatto, i veri fruitori dell’applicazione».

L’ambiente di ricerca con i medici e i pazienti è orientato dal Dipartimento di statistica dell’Università di Foggia, coordinato da Crocetta, che sta seguendo gli incontri, somministrando ai partecipanti questionari inerenti l’utilizzo di MACT, in modo da offrire ulteriori informazioni sull’efficacia e pertinenza di MACT sull’appropriatezza del percorso di cura. I risultati della sperimentazione, che si concluderà nei prossimi mesi, saranno raccolti in una pubblicazione a cura della Rete di Sanità digitale eSanit@.

Contributo a cura di Massimo Caruso, coordinatore della Rete di Sanità digitale eSanit@

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