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Competenze digitali in sanità, forte richiesta di formazione

AICA, Associazione italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico, ha presentato i risultati del primo Osservatorio Nazionale sulle Competenze Digitali in Sanità, creato  in collaborazione con un vasto insieme di associazioni mediche di settore, professionisti della sanità, ordini professionali, università e istituzioni interessate al tema, a conferma della sempre più diffusa consapevolezza che vadano sviluppate le competenze digitali per favorire la diffusione della sanità digitale, per rendere più efficace ed efficiente la sanità italiana.

L’obiettivo dell’Osservatorio è analizzare e verificare lo stato dell’arte, le diverse tipologie di competenze e conseguenti percorsi di formazione richiesti per le diverse professioni sanitarie e per i ruoli manageriali nel settore: competenze intese come capacità di utilizzare al meglio le tecnologie digitali, ma anche come capacità, da parte delle figure di vertice, di introdurre innovazione digitale in modo efficace nel Sistema Sanitario.

A tal fine è stata realizzata una ricerca, sottoponendo un questionario online appositamente sviluppato, e in parte differenziato per le specifiche qualifiche professionali, cui hanno risposto 1.043 professionisti del settore: Direttori Generali, Sanitari e Amministrativi; Medici Ospedalieri e Universitari e Dirigenti Sanitari Ospedalieri; Medici di Medicina Generale; Infermieri; Specialisti informatici e Ingegneri Clinici; Tecnici Sanitari; Responsabili della Formazione.

Dai risultati del questionario emerge in primo luogo una forte domanda di formazione da parte degli utenti, che sono consapevoli delle opportunità offerte loro da un utilizzo competente e completo degli strumenti digitali e li ritengono fondamentali in particolare per esigenze di documentazione dell’attività, di formazione, per lavorare in attività di equipe, ma anche per il miglioramento della diagnosi e cura.   Esaminando i dati principali (erano possibili più risposte per la stessa domanda) emerge che:

• Il 79% ritiene indispensabili gli strumenti digitali per la documentazione delle attività professionali; il 71% come mezzo di aggiornamento e formazione; il 63% per l’organizzazione delle attività di équipe; il 57% per il miglioramento del processo di diagnosi e cura.

• Il 60% degli interpellati ritiene che gli strumenti digitali possano migliorare la sicurezza delle attività professionali; il 75% ritiene che incidano positivamente sulla valutazione dei risultati; percentuali quasi pari (il 57 e il 55% rispettivamente) pensa che possano favorire la modifica sostanziale dei processi organizzativi e la comunicazione nel team professionale in cui operano.

• Per il 49% degli interpellati, la necessità di formazione digitale è considerata alla pari della necessità di formazione per altre aree di ambito medico; il 41% la ritiene importante, ma soprattutto se correlata alle esigenze individuali.

• Per il 92% degli interpellati, la formazione digitale è la misura chiave per sviluppare la sanità digitale, più necessaria di misure legislative (30%) ed economiche (50%)

• Riguardo alle competenze da sviluppare prioritariamente, il 92% degli interpellati ha indicato la formazione sulle competenze digitali di base. Il 35% ritiene che sia prioritario sviluppare competenze specialistiche per il personale informatico. Il 31% ritiene più importante creare competenze di e-leadership per le figure manageriali.

«Emerge in buona parte del campione la convinzione che per diffondere davvero una pratica e una cultura di sanità digitale sia fondamentale la capacità di guida e gestione dell’innovazione da parte dei ruoli manageriali: si vuole innovare, ma si capisce che serve quella che viene definita e-leadership, la presenza di figure in grado di coinvolgere e sostenere la trasformazione organizzativa e operativa introdotta dal digitale, così da moltiplicarne i benefici» commenta il presidente di AICA, Giuseppe Mastronardi.

Il tema di una leadership è tanto più importante, se si considera che il personale nel suo insieme percepisce bene i vantaggi dello sviluppo di progetti ICT:
• Il 75% del campione ritiene che lo sviluppo di strumenti ICT adeguati potrebbe dare benefici in termini di efficienza; il 66% ritiene potrebbe migliorare l’efficacia dell’assistenza al paziente; il 57% ritiene potrebbe migliorare il governo dei processi; il 54% la qualità del servizio percepita dal cittadino.

Altri dati raccolti in modo qualitativo nella ricerca evidenziano una forte sensibilità da parte di medici e infermieri rispetto al trattamento dei dati sanitari, ma non si rilevano competenze adeguate rispetto alla conoscenza del codice della privacy e delle misure di sicurezza.  Altri ambiti in cui la richiesta di formazione è maggiore sono le conoscenze relative alle applicazioni del Sistema Sanitario Nazionale, al Fascicolo Sanitario Elettronico e alla Telemedicina; importante anche la richiesta di formazione per l’uso di risorse informative avanzati come basi e banche dati.

Purtroppo emerge anche che la formazione e l’aggiornamento continuo sulle competenze digitali in sanità hanno una distribuzione non sempre omogenea nelle nostre Università e nelle Aziende Sanitarie o IRCCS. E anche se la disponibilità di strumenti e sistemi informatici è ampia, ma a causa del basso coinvolgimento del personale sanitario nello sviluppo dei progetti di informatizzazione, spesso essi non rispecchiano le reali esigenze del reparto o del servizio a cui si rivolgono.

«Ripensare l’informatizzazione e la formazione sugli strumenti in modo condiviso potrebbe risolvere questa discrepanza e dare una svolta al digitale in sanità, dal momento che altri dati emersi dall’Osservatorio evidenziano che il settore è pronto: la grande parte dei professionisti sanitari interpellati ritiene che la loro attuale organizzazione del lavoro sia compatibile con una informatizzazione più spinta e soprattutto è stata acquisita in massima parte la consapevolezza del valore di impiego delle tecnologie nei processi di diagnosi e di cura, e non solo a livello gestionale o formativa» spiega Mastronardi.

L’Osservatorio sottolinea con particolare intensità la necessità di lavorare su atti d’indirizzo nazionali (Conferenza Permanente Stato Regioni, Ministero della Salute, MIUR) vincolanti e verificabili sui progetti formativi dedicati al personale socio-sanitario, che devono interessare anche l’obbligo formativo ECM che nel dossier formativo del professionista della salute deve prevedere una parte obbligatoria relativa alla sanità digitale.

Inoltre, nella valutazione della performance delle Direzioni Generali andrebbe introdotto l’indicatore del grado di digitalizzazione delle strutture ospedaliere, universitarie e di ricerca e il grado di soddisfazione e di miglioramento della fruizione delle prestazioni socio-sanitarie che il cittadino-utente ha percepito con gli strumenti e soluzioni e-health adottate.

In conclusione, anche con una visione globale su tutte le risposte ottenute dal questionario, emerge la necessità di insistere molto sulla formazione per quanto riguarda la sanità digitale nel suo complesso e nello specifico di ogni profilo professionale, attraverso percorsi formativi universitari, master oppure corsi di alta formazione ed ECM.

«Dalla formazione discendono le competenze; programmare una formazione in Sanità Digitale, significa pianificare una generazione di competenze nuove, evolute e in grado di garantirci ulteriore progresso. Occorre uno slancio collettivo per agganciare un “treno” importante come la Formazione nella Sanità Digitale, fiduciosi che la generazione futura di personale sanitario e di pazienti potrà ottenerne grandi vantaggi» conclude il presidente di AICA.

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