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La dimissione protetta e la cartella multiprofessionale

La dimissione protetta costituisce un vero livello di offerta prestazionale complessa. Negli ultimi vent’anni, in tutti i sistemi sanitari avanzati, si è assistito ad una progressiva deospedalizzazione che ha coinvolto anche il nostro Paese.  Tale tendenza porta all’integrazione tra ospedale e territorio e rende la dimissione dei pazienti più fragili un aspetto centrale per la continuità assistenziale, costituendo un passaggio in cui intervengono la valutazione clinica e assistenziale e la programmazione di quanto necessario per il trasferimento della presa in carico.

La valutazione del paziente, l’analisi delle abilità funzionali e del sistema di supporto sociale,  l’individuazione del setting assistenziale appropriato costituiscono l’avvio del processo di dimissione  e consentono di capire quali siano i pazienti a rischio e di conseguenza quali i setting assistenziali idonei. Tutti questi aspetti vengono gestiti grazie a una cartella elettronica multiprofessionale, per consentire una migliore gestione multidimensionale del paziente. Per evitare attese controproducenti per la salute del malato e ricoveri inappropriati, il processo di dimissione protetta dovrebbe iniziare nei primi giorni di degenza,  magari nell’ambito del pronto soccorso dove sarebbe possibile individuare da subito i percorsi di cura appropriati.

Il secondo elemento e più centrale del processo di dimissione protetta è il piano assistenziale individualizzato. Si tratta del complesso di interventi necessari, da effettuare sia in ospedale sia dopo il ricovero, per conseguire gli obbiettivi di cura e i bisogni di salute. Il altri termini, il piano parte con il ricovero e stabilisce il percorso di cura, le cui risorse e la cui organizzazione sono demandate al distretto e all’unità dui valutazione multidimensionale.

Grazie ai vantaggi della dimissione protetta – ne citiamo alcuni: riduzione delle dimissioni ritardate e dei ricoveri inappropriati, empowerment del personale sanitario, migliore definizione del percorso terapeutico, percezione di maggiore qualità del servizio da parte del paziente e dei famigliari – si può realmente arrivare a una riduzione della degenza, consentendo al paziente di proseguire le cure beneficiando di un’attenzione continua nel suo ambiente di vita abituale.

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