Spid-2015

Lo Spid e le sue potenzialità in ambito sanitario

Questa volta sarebbe opportuno crederci poiché, un’ulteriore storia di innovazione, benché ben strutturata sul piano strategico e funzionale, ma senza poi trovare appropriata soluzione realizzativa, equivarrebbe ad un ulteriore fallimento del progetto di innovazione del settore pubblico basato sullo sviluppo dei servizi pubblici digitali. Il primo strumento di innovazione fondato sullo sviluppo del digitale è stato senza ombra di dubbio, almeno nelle intenzioni, la Carta d’Identità Elettronica (CIE). Questa risale alla fine degli anni ‘90 e fu inserita nel cosiddetto “Pacchetto Bassanini” sulla semplificazione amministrativa. Da allora, tra annunci, smentite e regimi sperimentali sono state circa 130 le Amministrazioni comunali (su oltre 8 mila in totale) che, a suon di milioni di euro, l’hanno distribuita in via sperimentale. I cittadini che sono riusciti ad ottenerla non l’hanno potuta però utilizzare come strumento di accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche Amministrazioni, come era prescritto da norme già in vigore nell’anno 2000 e successivamente ribadite dall’Art. 64 del CAD e tuttora vigenti. Solamente con il Decreto legge del 18 ottobre 2012 n. 170 vennero fissati gli obiettivi per una riforma organica mirata allo sviluppo e all’innovazione digitale del Paese, attraverso una soluzione focalizzata sulle esigenze di modernizzazione e crescita digitale dei cittadini e delle imprese.

Il recente progetto italiano legato all’identità digitale prende il nome di SPID (Sistema Pubblico per la Gestione dell’Identità Digitale) e rappresenta una delle iniziative trasversali della “Strategia per la Crescita Digitale 2014-2020”. Lo scopo del progetto è garantire a tutti i cittadini e alle imprese un accesso sicuro e protetto ai servizi digitali della pubblica Amministrazione e dei soggetti privati, offrendo un alto grado di usabilità attraverso l’adozione di strumenti moderni e flessibili. Quest’ultimo trova la sua ragion d’essere nell’esplicazione dell’Identità Digitale dei cittadini definita come la “rappresentazione virtuale dell’Identità reale, che può essere usata durante interazioni elettroniche con persone e macchine” (Eric Norlin e Andre Durand). Obiettivo generale è quindi ricondurre a sistema ciò che è sempre stato caotico, ridurre la burocrazia e convertire gran parte del cartaceo in digitale, così da porre le basi per uno Stato e un sistema economico altamente performante.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica, attraverso l’Agenzia per l’Italia Digitale, definisce le regole e l’accreditamento di tutti gli attori coinvolti, nonché la vigilanza. I Gestori dell’Identità Digitale si occupano non solo di creare le Identità Digitali ai cittadini ma anche di fornire un servizio di verifica/autenticazione per i Gestori di Servizi aderenti. I Gestori di Servizi sono le pubbliche Amministrazioni e quei soggetti privati che decidono di utilizzare SPID per l’identificazione e l’autenticazione degli utenti. Inoltre partecipano a SPID i Gestori di Attributi qualificati (GAQ), ovvero quelle società che per legge certificano specifici attributi (titoli di studio, iscrizione ad albi, ecc.). Il cittadino che desidera ottenere un’Identità Digitale dovrà rivolgersi ad uno dei Gestori di Identità accreditati che procederà al riconoscimento “de-visu” e successivamente al rilascio delle credenziali per l’accesso ai servizi. Ne scaturisce una corrispondenza biunivoca tra l’utente (riconosciuto) ed i suoi attributi identificativi (dati anagrafici, codice fiscale, partita IVA ed estremi di un documento di riconoscimento), attributi secondari (numero di telefono, indirizzo di posta elettronica, ecc.) o attributi qualificati (qualifiche, abilitazioni professionali, ecc.).

Nel caso in cui il cittadino disponga già di una Identità Digital SPID, oppure sia già in possesso di una Carta d’Identità Elettronica attiva, o di una Carta Nazionale dei Servizi, o di una Tessera Sanitaria con Carta Nazionale dei Servizi, potrà richiedere un’Identità SPID direttamente on-line, poiché il Gestore dei Servizi potrà usufruire della verifica “de-visu” e degli attributi già effettuata. I dati personali vengono trattati nel rispetto della normativa in materia di tutela dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196 e conservati dai Gestori dell’Identità per un periodo pari a 20 anni, decorrenti dalla scadenza o revoca dell’Identità Digitale. L’Identità è costituita da credenziali con caratteristiche differenti in base al livello di sicurezza richiesto per l’accesso ai servizi. Sono infatti previste tre tipologie di Identità SPID, ciascuna delle quali corrisponde ad un crescente livello di sicurezza: il primo livello permette l’autenticazione tramite ID e password stabilita dall’utente; il secondo livello consente di accedere utilizzando una password tradizionale più una “one time password” generata sul momento; il terzo prevede l’aggiunta di un dispositivo sicuro (es. smart card).

Pubbliche Amministrazioni e privati hanno la possibilità di definire autonomamente il livello di sicurezza necessario per poter accedere ai propri servizi digitali. Molteplici sono inoltre le implementazioni e potenzialità del sistema SPID in ambito sanitario. Con l’espressione “sanità digitale” si fa riferimento a una serie di interventi condivisi da tutte le Amministrazioni operanti a livello centrale, regionale e locale, finalizzati all’aumento del tasso di innovazione digitale nelle aziende sanitarie. Gli obiettivi principali sono la digitalizzazione del ciclo prescrittivo attraverso un sistema in grado di garantire l’autenticità dell’utente richiedente su piattaforme smart digital e la realizzazione di una soluzione federata di Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) del cittadino.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico è l’insieme di dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario, generati da eventi clinici presenti e trascorsi riguardanti l’assistito e ha come scopo principale quello di agevolare l’assistenza al paziente, offrire un servizio che può facilitare l’integrazione delle diverse competenze professionali, fornire una base informativa consistente, contribuendo al miglioramento di tutte le attività assistenziali e di cura. Nel rispetto delle normative per la Protezione dei Dati Personali, il Fascicolo consentirà al paziente di poter disporre facilmente di tutte le notizie relative al suo stato di salute e al medico di accrescere la qualità e la tempestività delle decisioni da adottare, nonché a migliorare la programmazione, il controllo e la valutazione del sistema sanitario nel suo complesso, in un contesto sia italiano che europeo.

Nelle Regioni che hanno già sviluppato il Fascicolo a livello regionale a partire da quest’anno il processo di implementazione entrerà nella sua fase operativa. I due set di servizi principali che saranno attivati porteranno da un lato allo sviluppo di servizi di ricerca e recupero dei documenti, e dall’altro alla nascita di servizi a valore aggiunto, sviluppati sulla base delle richieste regionali di riferimento, tali da rendere i propri fascicoli interoperabili su tutto il territorio nazionale. La strada verso il futuro digitale richiede pertanto, come presupposto fondamentale, non solamente la costruzione di un Paese digitale “isolato” bensì di un’Europa in grado di stimolare investimenti ed imprenditorialità nelle soluzioni digitali. Queste, se ben strutturate e pianificate, permetteranno una notevole evoluzione nel rapporto dei cittadini con i servizi pubblici, nonché una migliore qualità della vita ed efficienza del lavoro.

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