Come pensano gl ingegneri

Dentro la testa degli ingegneri

«Le cose vanno così: la gente è implacabile con le macchine che sbagliano». La citazione è di George Laurer, l’ingegnere che nel 1973, a capo di un team dell’Ibm realizzò il sistema dell’Universal Product Code (Upc). La battuta gli venne ispirata da alcuni errori avvenuti negli Usa subito dopo l’introduzione dell’Upc nella vendita al dettaglio – i casi che vennero chiamati «del pollo a peso d’oro» a causa di errori della lettura ottica dei codici: 99,99 dollari del primi  anni ’70 per mezzo chilo di pollo. Laurer non si perse d’animo e raccontò in seguito: «Si trattava di prendere una sedia, mettersi lì e far passare tutte le soluzioni possibili, un passo per volta, un’ipotesi dopo l’altra, senza mai perdere la speranza che una soluzione ottimale esistesse e che si trattasse solo d’individuarla». Pensare sempre e non arrendersi mai. Così Laurer e la sua squadra perfezionarono rapidamente i difetti d’implementazione dell’Upc e il loro lavoro, successivamente combinato con il sensore ottico inventato qualche anno prima da un altro ingegnere, David Collins, per la lettura automatica di segnali posti sulle fiancate dei treni merci, avrebbe dato vita al sistema del codice a barre in uso ancora oggi e alla conseguente rivoluzione mondiale del sistema della distribuzione al dettaglio.

Le storie di Laurer, di Collins, di molti altri ingegneri geniali – magari divenuti celebri in settori particolari, come Alfred Hitchcock -, l’intelligenza e la tenacia con le quali si applicarono a risolvere problemi – con gli strumenti del pensiero sistemico modulare e della progettazione a ritroso –  individuando soluzioni che poi avrebbero trovato applicazione anche in campi molto lontani da quelli di origine, costituiscono il filo conduttore del libro “Come pensano gli ingegneri. Intelligenze applicate” di Guru Madhavan (Raffaello Cortina Editore). L’autore, anch’egli ingegnere, approccia nel testo vari aspetti particolari tra cui, nel capitolo “Soluzioni vincolate”, l’ingegneria informatica e quella sanitaria, sottolineando come «Il mondo dell’ingegneria e quello della sanità sono legati a doppio filo». Ma a Madhavan interessa, più che rimarcare le valenze e le caratteristiche di ambiti specifici, arrivare ad affermare che le componenti di base e le categorie fondanti del pensiero ingegneristico consentono di risolvere problemi in settori assai distanti. E ciò comporta che le tendenze ingegneristiche future non dipendono solo dagli ingegneri ma da tutti noi e che la condivisione di obiettivi comuni può consentire di arrivare insieme ad ambiti di soluzione più efficaci. Il volume è corredato da un’ampia rassegna di bibliografia e fonti.

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