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Digital champion, una figura al fianco del cittadino: intervista ad Angelo Marra

Sono partiti in 100, ma l’obiettivo è di arrivare a 8 mila. Uno per ogni comune italiano. È il progetto del Digital champion italiano Riccardo Luna. Nominato a fine settembre dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, Luna ha il compito di promuovere il digitale in Italia. Abbiamo intervistato su questo Angelo Marra, digital champion di Reggio Calabria.

Cos’è un Digital Champion? Che cosa fanno?

«Il Digital Champion è una figura istituzione designata dal Capo del Governo come consigliere per l’innovazione, per ogni paese facente parte della UE, in Italia il Digital Champion in carica è Riccardo Luna, che ha costituito l’associazione Digital Champions con l’obiettivo di creare un network di campioni digitali, uno per ogni comune d’Italia».

Quali sono gli obiettivi di un “campione digitale”?

«Gli obiettivi sono tre. Il primo essere da supporto alla pubblica amministrazione nella definizione delle strategie digitali o nella scelta migliore delle soluzioni per l’e-government. Il secondo essere un’antenna per i cittadini che segnalano problematiche di carattere tecnologico su propri territori, come ad esempio la mancata copertura dell’adsl, il mancato accesso a servizio digitali offerti o che dovrebbero essere messi a disposizione dalla PA. Il terzo è quello di aiutare anziani e bambini ad accostarsi al mondo delle tecnologie digitali nella maniera più naturale e semplice possibile».

Lei è il digital champion di Reggio Calabria. Ci spiega il lavoro che sta facendo lì e quali sono le problematiche che incontra quotidianamente?

«Al momento stiamo lavorando con l’amministrazione comunale per l’attivazione del portale di Open Data, ovviamente continuo, come facevo anche prima di questo incarico, a divulgare tramite eventi dedicati, nelle scuole, nell’università, nelle istituzioni e fra i cittadini, la cultura del digitale. Le problematiche sono costituite principalmente dai tempi burocratici per attuare le iniziative proposte».

Come fa un digital champion ad assistere un cittadino sui temi del digitale?

«Tramite eventi pubblici, incontri in università o a scuola, pagine e gruppi sui social network».

Come fa un digital champion a svolgere il ruolo di help desk nei confronti degli amministratori pubblici?

«Fissa un incontro con il responsabile dei sistemi informativi, o assessore delegato o lo stesso sindaco e presenta la sua disponibilità a collaborare».

Quanto guadagna un digital champion?

«Nulla, è una carica volontaria e non retribuita».

Nei tour che Confindustria Digitale ha organizzato, i Territori Digitali, qual è il riscontro che state avendo? Da questi tour vengono fuori documenti scritti?

«Si vengono prodotti dei report creati dai partecipanti ai tavoli di lavoro che si tengono nel pomeriggio della giornata degli eventi #territoridigitali».

La digitalizzazione viene vista spesso solo come possibilità di fase spending review. In realtà, il digitale è la vera grande opera di cui ha bisogno l’Italia. Infatti da solo potrebbe valere due punti di Pil, secondo alcune stime. E’ possibile pensare che la digitalizzazione, oltre al taglio della spesa pubblica, possa essere un’opportunità di occupazione per il Paese?

«In tutti i report e in tutte le situazioni che si analizzano, dove la digitalizzazione è stata applicata si ha avuto un incremento occupazionale, e una crescita di fatturato e valore aziendale».

Cosa pensa dei due piani presenti da Governo Renzi: il piano nazionale per la Banda Ultralarga e della Strategia per la Crescita Digitale 2014-2020?

«Progetti utili, ma che partono in grande ritardo, temi che ascolto dagli anni 90, quando ho inziato a occuparmi a vario titolo dell’argomento. Spero che si applichino in tempi “umani” e che si passi ad una fase 2 dove la digitalizzazione del paese sia una normalità e non più una novità».

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